Presentazione Storia Collezioni Biblioteca Servizi didattici![]() Contattaci![]() | Casa Museo - Camera Sud-EstLa Camera Sud - Est, nota anche come Sala Kennedy, era la camera privata di Carlotta Kees, moglie del penultimo proprietario della villa. Essa era arredata con alcuni mobili che la donna, ormai vedova allorquando la villa venne requisita, insieme agli arredi, dallo stato italiano dopo la prima guerra mondiale, chiese formalmente di poter riavere trattandosi di oggetti privati; lo stato concesse la restituizione.Attualmente si trovano in questo ambiente, e nelle sale seguenti, alcuni mobili che appartenevano al successivo proprietario, il dottor Marco De Marchi, il quale aveva acquistato dallo stato la dimora e i mobili requisiti ai Kees, e che portò nella villa le proprie raccolte, che si aggiunsero a quanto ancora qui si conservava. Il soffitto dipinto (dal quale pende l'elegante lampadario in cristallo) ed il pavimento decorato alla veneziana sono di fattura ottocentesca. Il cassettone posto nella parete di ingresso, nella elegante decorazione intarsiata dei cassetti, negli intagli a rilievo dorati dei montanti e nella fascia a lambrecchini sotto al piano, presenta un'interessante commistione di elementi ancora di gusto seicentesco, quale la struttura massiccia e le riquadrature ad intarsio, fusi con altri più vicini ai modi del rococò, come gli intagli dorati e l'impiallacciatura in radica di noce. E' frutto di un'abile bottega lombarda attiva nella prima metà del sec. XVIII. Un esemplare molto simile a questo era conservato in Palazzo Cusani Confalonieri a Milano. Un altro analogo cassettone, leggermente più tardo, è invece collocato presso il Museo di Arti Applicate del Castello Sforzesco di Milano. L'importante cassettone posto nella parete verso il lago è ascrivibile alla metà del sec. XVIII ed è opera di maestranze lombarde che sono in grado di decorare con raffinatezza la struttura sinuosa della fronte alternando ed intrecciando le consuete cornicette in legno ebanizzato con i pannelli in radica, enfatizzandone l'effetto cromatico. Sopra al cassettone è posto un orologio in stile Luigi XV che nella decorazione si ispira agli ornati ad intarsi in tartaruga e bronzo dorato, inventati in Francia nel sec. XVII da Charles Boulle. Nei decori e nei materiali utilizzati esso ricorda l'orologio realizzato a Parigi per Luigi XV dagli abilissimi orefici ed orologiai Caffieri. Un oggetto molto simile a questo, firmato "Fil Hausburg a Paris", appartenente ad una collezione privata, può rendere riferibile anche l'opera qui esaminata all'ambito francese. Due candelieri in bronzo dorato risalente al sec. XIX di manifattura italiana sono collocati vicino all'orologio. Il cassettone presenta i consueti caratteri del mobiglio lombardo della prima metà del sec. XVIII, e, pur nella sobrietà delle forme, denota accuratezza di esecuzione anche nei dettagli. L'inginocchiatoio risale al secolo XVII per la tipologia con le colonne tortili ed i moduli decorativi a ornati vegetali; riguardo la provenienza si può ricondurre all'Italia settentrionale. La poltrona, posta a sinistra della finestra e del semplice camino in marmo, è in legno intagliato con ricopertura in damasco rosso appartiene al secolo XVII; l'area di esecuzione è circoscrivibile all'Italia centro-settentrionale. Il tavolo in legno intagliato dalle gambe sagomate che riprende nella tipologia i tavoli cosiddetti fratini, tipici dei secoli XVI-XVII, è frutto probabilmente di maestranze lombarde ottocentesche, come pure le sedie con gli schienali a cartelle, probabilmente antichi, consuete nel Seicento in Lombardia, ed il tavolino con piano in tessuto rosso. Il portabraciere in ferro battuto ed il vaso in esso contenuto sono del sec. XIX. I dipinti collocati lungo le pareti appartengono tutti all'ambito lombardo e sono riferibili ai secc. XVII-XVIII. ![]() ![]() |











