Presentazione Storia Collezioni Biblioteca Servizi didattici![]() Contattaci![]() | Casa Museo - Salottino MornicoIl Salottino Mornico deve il suo nome al fatto che all'epoca in cui la villa era abitata dalla famiglia Mornico questa stanza era adibita a studio e qui, secondo gli inventari settecenteschi, erano raccolti i libri appartenenti alla famiglia. L'ambiente ha mantenuto nella struttura l'aspetto originario, leggibile soprattutto nella bella volta a schifo con lunette perimetrali risalente al sec. XVII, dipinte nell'Ottocento con scene tratte probabilmente dai Promessi Sposi entro ovali dalle mosse cornici, alternate a specchiature con figure a monocromo.Attualmente il salottino è arredato con mobili appartenuti all'ultimo proprietario della villa, il dottor Marco de Marchi. I tre cassettoni richiamano nel tipo di decorazione intarsiata nel palissandro con essenze varie gli arredi realizzati nell'ultimo quarto del Settecento e all'inizio del secolo successivo nella bottega di Giuseppe Maggiolini da Parabiago (sembra che l'ebanista utilizzasse fino a ottantasei legni diversi ed ottenesse le ombreggiature immergendo i legni nella sabbia arroventata), come pure in alcuni altri laboratori d'ebanisteria attivi a Milano ed in Lombardia in questi stessi anni. Il cassettone posto lungo la parete di ingresso presenta in particolare il motivo dei vasetti alternati a piccole anfore nella fronte del primo cassetto ed una decorazione più sobria e geometrica che definisce i due cassetti inferiori recanti al centro un medaglione, secondo una tipologia consueta; i vari elementi vengono raccordati dagli ornati a candelabra dei montanti. Il piano di appoggio è anch'esso intarsiato con analoghi decori. Gli altri due cassettoni posti nella parete di fronte all'ingresso, che recano invece un piano in marmo rosso intagliato, evidenziano una decorazione un poco più ricercata: ricordano i mobili usciti dalla bottega dell'artigiano milanese che sigla le sue opere con il monogramma G. B. M, personalizzandoli con medaglioni a figure neoclassiche elegantemente panneggiate nella fronte dei due cassetti inferiori. Lungo le pareti sono collocati un divano e quattro sedie (nella villa se ne conservano altre cinque) in legno intagliato con sedile e schienale incannicciati. Per le caratteristiche stilistiche, la tipologia, i motivi ornamentali risultano opera di maestranze lombarde attive nell'ultimo quarto del sec. XVIII. Lo schienale tripartito presenta l'interessante ed inconsueto particolare decorativo della testina con copricapo e campanelle rovesciate, che richiama i motivi ornamentali a chinoiserie assai di moda nella seconda metà del '700 in buona parte dell'Europa. Solitamente questo tipo di arredo era laccato e dipinto con tinte vivaci, forse qui coperte ed uniformate dalla tinta nera, frutto probabilmente di un successivo restauro. Una console con cineserie e con lo stesso tipo di decoro qui riscontrato, insieme ad un tavolino, forse eseguiti su disegno del pittore neoclassico Giuseppe Levati, originariamente collocati a Palazzo Litta in Ossona (Milano) si trovano ora in una collezione privata; altri quattro rari pezzi simili, due sedie, un divano impagliato ed uno imbottito, facevano parte dell'arredo della Villa Silva di Cinisello Balsamo, ed erano stati ordinati da Ercole Silva verso il 1780 per decorare la sua importante dimora ornata in quegli stessi anni dallo stesso Levati e dai pittori Carlo Caccianiga e Agostino Gerli. Situate lungo le pareti vi sono alcune stampe: una serie di quattro, appartenente alla seconda metà del Settecento, è di ambito inglese ed è tratta da dipinti di John Collett: raffigurano scene d'amore; mentre quella di maggiori dimensioni risale invece al sec. XIX. Due applique in bronzo dorato e vetro opalino (citate negli inventari dell'inizio del secolo scorso ed appartenenti al Kees) sono disposte lungo la parete di fronte all'ingresso. Due eleganti candelieri in bronzo dorato con figure a rilievo risalenti all'inizio del secolo XIX sono situati sui cassettoni. ![]() ![]() |











