Presentazione Storia Collezioni Biblioteca Servizi didattici![]() Contattaci![]() | Casa Museo - Antibagno e BagnoL'inusuale bagno in stile pompeiano, noto anche come bagno di Re Faruk per gli evidenti richiami orientaleggianti, venne fatto costruire dal Kees durante la campagna di lavori di ristrutturazione operati tra il 1897 ed il 1912. Era dotato di tutti i comfort: era riscaldato dal potente impianto centralizzato di produzione tedesca (dotato anche di acqua calda) come attesta la scritta che compare sul termosifone "Wilhelm Raven, Laipzig, Dortmund". Ma era anche illuminato da un lampadario ed eleganti applique in bronzo dorato, coordinate alle placchette che contenevano le bocchette delle prese di corrente. Si noti pure il leggiadro rubinetto con maniglie a teste di cigno e terminazione del tubo a becco.Le pareti dell'antibagno risultano ancora rivestite con la tappezzeria originaria, particolare nei motivi decorativi aggiornati al gusto floreale, anch'essa di produzione tedesca e realizzata dalla Usta Walton di Hannover, come indicato nel marchio presente sul retro del tassello che copre l'interruttore della luce, vicino alla porta. L'imponente vasca da bagno in maiolica lucida azzurro e blu cobalto, introdotta da scalini affiancati da piccoli obelischi in marmo bardiglio e giallo di Verona, è adornata da pannelli con nereidi, sirene e motivi acquatici collocati nella parete di fondo, la cui sommità si conclude con una conchiglia centrale e pinnacoli angolari. E' proprio forse riferendosi a bagni di questo tipo che Jacob von Falke, visitando l'Esposizione Internazionale di Vienna del 1873, sottolineava come l'uomo moderno "abita e dorme nel Settecento, ma cena nel Cinquecento, a volte fuma il sigaro e beve il caffè in Oriente, mentre fa il bagno a Pompei o nell'antica Grecia". Si ricorda tra l'altro che proprio Falke scrisse un'opera molto importante per la decorazione d'interni, Die Kunst im House, edita a Vienna nel 1871, tradotta nel 1878 in inglese (pubblicata anche a Boston), che fu molto seguita: in particolare la sua proposta di un salotto arredato in modo neorinascimentale ebbe molto successo e fu più volte replicata in Germania negli anni Settanta. Negli inventari dell'inizio del secolo scorso sono citati nel bagno una toilette in marmo e legno, una poltrona a braccioli tuttora esistenti nell'antibagno, ed infine una dormeuse con cuscino ed una passatoia che rendono l'idea di come venisse concepita l'idea della stanza da bagno a fine Ottocento. Nell'antibagno vi erano un armadio a tre ante, un tavolino, una poltrona, uno specchio, una toilette con mensola in marmo (in ricercato portoro), un bidè, due sedie ed alcune brocche, bottigliette e recipienti vari (ora conservati nella vetrina), tutti ancora collocati ove indicato. Questi mobili ripropongono le forme eleganti del rococò e sono probabilmente opera di intagliatori attivi nell'ultimo quarto dell'800. Secondo quanto riferito dagli inventari, l'arredo si concludeva con una portiera e due panneggi in stoffa. La vasca da bagno in ceramica bianca venne probabilmente aggiunta in epoca posteriore dai De Marchi per maggiore comodità. ![]() ![]() |











