Presentazione Storia Collezioni Biblioteca Servizi didattici![]() Contattaci![]() | Casa Museo - Camera PadronaleEntrando nella Camera Padronale si ha accesso alla zona più privata della casa: ci si trova infatti nella camera da letto dei Kees. Ad essa si giunge direttamente dall'attigua Sala della Musica; la suddivisione dei vari ambienti nella villa segue infatti lo schema delle antiche dimore dei secoli XVI-XVIII, nelle quali le stanze erano collegate direttamente una all'altra (l'utilizzo del corridoio si sviluppa invece nell'Ottocento con la creazione dei moderni appartamenti) ed era previsto l'uso di abbondanti cortinaggi per consentire una maggiore intimità (qui vi erano tre portiere con tende e due panneggi).Riguardo alla sistemazione della camera essa sembra tener conto delle indicazioni fornite dal noto testo di Edith Warton e Ogden Codman The Decoration of Houses, pubblicato nel 1897 a New York e l'anno successivo a Londra, che riprende in parte quanto sostenuto, riguardo le case e gli appartamenti francesi, da Ris-Paquot ne L'Art de Batir, Meubler et Entretenir sa Maison, edito a Parigi nel 1890. Dopo aver ricordato come l'anticamera debba essere arredata in stile neorinascimentale, o neogotico, il salone in uno degli "stili Luigi" (cioè Luigi XIV, XV, XVI), la sala da pranzo in stile neorinascimentale, neogotico o Luigi XIV e debba contenere mobili in legno scurito (si pensi a come tali indicazioni si ritrovino nell'arredo dell'atrio, della Sala Rossa e della Sala Nera), viene detto, riguardo alla camera da letto, che essa deve essere lussuosa ma pratica. Possibilmente dovrà essere affiancata da un salottino, e deve precedere lo spogliatoio ed il bagno (come nel nostro caso). Per il letto non si deve utilizzare l'alcova in quanto non lascia circolare l'aria, mentre i letti con cortine (come quello che era previsto in questa stanza), coordinati alle tappezzerie ed alle tende, tornano di moda negli ultimi anni dell'800 (continuano ad essere utilizzati ancora fino al 1920). Per distribuire i drappeggi ed i cortinaggi erano addirittura disponibili manuali quali il diffuso volume di Felix Lenoir Pratical and Theoretical Tratise on Decorative Hangings del 1890 ed il più semplice Pratical Decorative Upholstery di F. A. Moreland del 1889. La presenza del tappeto (previsto anche nella camera del Kees) serviva per rendere più caldo il pavimento, soprattutto qui ma anche in quasi tutti gli altri ambienti (l'industria mediorientale del tappeto subì un notevole incremento nella seconda metà dell'800). Davanti al camino , che nel 1890 non veniva più addobbato, le guide ripropongono, invece dei grandi parafuoco a forma di ventaglio o di uccello imbalsamato (pronto per essere cotto alla griglia, come sottolineava argutamente Ella Rodman Church nel 1882) un semplice pannello a chiusura della bocca, come il paracamino in cuoio impresso presente nella camera dei Kees. Recenti restauri hanno riportato alla luce il soffitto dipinto raffigurante una scena di gusto settecentesco con architetture dalle quali si affacciano vari personaggi, realizzato alla metà '800 da artisti lombardi (in precedenza il dipinto era coperto da motivi analoghi a quelli della Sala della Musica). In questo tipo di ornamentazione erano maestri i Turri di Legnano, una famiglia di pittori-decoratori che iniziarono la loro attività già nel sec. XVIII ed i cui discendenti realizzarono nel corso dell'800 gli apparati decorativi in stile neorococò di numerose ville lombarde. Gli inventari dell'inizio del secolo scorso elencano in questa stanza un letto matrimoniale (con baldacchino in seta retto da supporto in noce intagliato), un armadio a tre ante, una toilette, una specchiera portatile, un tavolino, uno specchio sopra il camino con parafuoco, un tavolo, un divano, due poltrone e quattro sedie. Tutti i mobili menzionati sono attualmente collocati nella camera (eccetto alcune sedie in restauro). Essi sono frutto di abili artigiani che, utilizzando tipologie neorococò, intagliano il legno di noce biondo con maestria, inserendo puttini e figure femminili a tutto tondo aggiornate sui modi del gusto floreale che si stava diffondendo proprio alla fine del sec. XIX. Gli arredi sono inoltre personalizzati dalla presenza dello stemma quadripartito dei Kees con cimieri affrontati, scudo con delfino, fenicottero e leone. Su alcuni di essi poggiano alcune lampade in ottone e bronzo dorato di fattura ottocentesca. Negli anni successivi si aggiunsero i seguenti altri mobili, appartenuti probabilmente ai successivi proprietari della villa, i De Marchi. Un pianoforte verticale di fabbricazione Roeseler, in legno ebanizzato con due candelieri in ottone. Un cassettone con specchiera risalente alla prima metà dell'800. Una elegante psiche (specchiera basculante) impero, in legno di ciliegio con motivi a rilievo dorati . Una poltroncina ed una sedia in noce intagliato della metà del sec. XIX . Al posto del dipinto rappresentante la Madonna della Seggiola di Raffaello, citato negli inventari Kees, vi sono tre quadri che raffigurano un soggetto mitologico con Venere e Marte, un intenso ritratto di dama (entrambi del sec. XVIII) ed una scena in costumi settecenteschi (fine sec. XIX). E' curioso ricordare che la camera era dotata, ai tempi del Kees, di un moderno telefono portatile. Si deve menzionare infine che la camera ospitò Enrico Fermi, insieme alla moglie, durante i corsi di fisica tenutisi nella villa durante il 1954. ![]() ![]() |











