Presentazione Storia Collezioni Biblioteca Servizi didattici![]() Contattaci![]() | Casa Museo - Sala della MusicaLa Sala della Musica è così chiamata per la presenza dei pianoforti.Ai tempi del Kees questa sala aveva un utilizzo diverso: sembra infatti che venisse usata come sala da musica la chiesa dell'ex convento, che dal 1898 non veniva più utilizzata come edificio ecclesiastico. Questo salone era invece denominato Sala Rossa, ed era riccamente addobbato con quattro portiere e cinque tende con mantovane in tessuto ed un tappeto. Il soffitto fu dipinto con ornati a mazzi di fiori nel corso dell'Ottocento. Un imponente lampadario a ventiquattro fiamme, in bronzo dorato e vetro opalino, risale anch'esso al sec. XIX, come probabilmente il pavimento. I due pianoforti a mezza coda sono di fabbricazione tedesca (Bliithner, Lipsia) ed austriaca (Johann Heltzman, Vienna). Vicino ad essi è posto un leggio a fusto con intarsi ad ornati vegetali alternati (chiari su fondo scuro e viceversa) ed una lira nel piano di appoggio di forma sagomata. L'importante specchiera in legno intagliato e dorato che poggia sulla coeva console dal piano in marmo bianco, retta da gambe troncopiramidali, risulta decorata con una ricca profusione di conchiglie, festoni floreali e frutta, testine angeliche, volute, motivi a linee spezzate ed ornati ad intreccio. Il mobile è frutto di abili maestranze ottocentesche che sembrano ispirarsi, nella forma del tavolo e dei sostegni, alla monumentale ed esuberante toilette con doppia specchiera in stile Luigi XIV realizzata da Jules Auguste Fossey, uno degli intagliatori francesi, insieme agli altrattanto famosi Jeanselme, tra i più rinomati, che iniziò la sua carriera lavorando con il noto Alexandre Georges Fourdinois, fornitore della famiglia reale, le cui opere ottenevano fama internazionale. Presentata all'Esposizione Universale di Parigi nel 1855 la toilette di Fossey venne acquistata dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, per la notevole cifra di ottomila franchi (giovò al suo esecutore la Legion d'Onore). E' significativo il fatto che la cimasa del mobile qui esaminato si fletta verso il basso, in corrispondenza del soffitto: la complessa struttura venne probabilmente commissionata dal Kees, al quale appartenne (come ricordato negli inventari contemporanei), e fu ideata forse proprio per essere collocata in questo locale. Ciò è comprensibile se si tiene presente che la moda di arredare la casa con mobili antichi seguita dalla ricca borghesia si sviluppa solo a partire dal 1870, ed inizialmente fu un fenomeno limitato alla nazione inglese e nordamericana; gli europei preferivano in genere, a quest'epoca, le riproduzioni moderne in stile secondo l'imperante il diffuso gusto storicistico dei revivals del passato. Sul piano di appoggio della console è posto un vaso in porcellana con guarniture in bronzo dorato di manifattura francese, ornato da figure femminili e puttini. Sul camino in marmo nero di Varenna è situato un orologio di manifattura francese, come attesta la scritta "Gille Lainè/ mer du roi"; è collocato entro una ricca cornice a forma di mensola in bronzo dorato, ornata con tralci fioriti, volute, rocailles e fiori; ai lati sono posti due puttini che reggono rispettivamente uno scudo con la raffigurazione di una bilancia (sinistra) e una corona e un ramo di palma (destra), simboli della giustizia. L'intera composizione è posta su una base in marmo rosso. Due candelieri analoghi sono posti accanto ad esso. Gli oggetti si ispirano agli orologi con candelieri da camino realizzati nel sec. XVIII, di cui richiamano la ricca decorazione. Per i materiali utilizzati e le tecniche d'esecuzione sono da ascrivere alla prima metà del sec. XIX. Oggetti di questo genere erano proposte alle varie esposizioni universali, a partire da quella di Londra del 1851. Quelli qui considerati erano menzionati nella Sala del Consiglio o Salone Verde negli inventari di inizio secolo scorso della villa. L'elegante tavolino impero a gambe incrociate unite da traversa tornita, con i due supporti laterali alzabili in allungamento, è impiallacciato in piuma di mogano biondo ed appartiene al primo quarto dell'Ottocento. Una ricca serie di poltrone di varia foggia, risalenti tutte alla seconda metà del sec. XIX ed appartenenti al Kees, è disposta lungo le pareti. Tra esse si distinguono al centro l'ovale del borne (all'interno del quale era solitamente situati vasi con palme che completavano l'arredamento insieme ai consueti ricchi cortinaggi ed ai loro sinuosi drappeggi) e due con schienali di gusto inglese (grande successo ebbe infatti in Germania la pubblicazione nel 1904 a Berlino del volume di Hermann Muthesius, Das Englische Haus, che illustrava ambienti inglesi). A proposito dell'intenso proliferare delle tipologie di sedie e poltrone nell'Ottocento, dovuto alla creazione di infiniti esemplari con tutte le varianti possibili, quali il confortable, la causeuse, l'indiscret, la fumeuse, il confident, il crapaud ed il diffusissimo pouf, Mario Praz nella sua "Filosofia dell'arredamento", ricordando un racconto di Guy de Maupassant in cui il protagonista si vedeva inseguito da una miriade di seggiole, poltrone, canapè e sgabelli che parevano assumere forme vive, indica con ironia che "ogni epoca ha gli incubi che si merita: il tardo Ottocento doveva avere l'incubo delle poltrone". La sovrabbondanza degli arredi era una caratteristica degli anni Settanta (la moda era sorta a Parigi negli anni Cinquanta, che dettava legge in questo ed in altri campi grazie anche alla fama della Ecole des Beaou-Arts, ma si diffuse soprattutto nell'ottavo decennio) e raggiunse il culmine negli anni 1885-90, proprio nel periodo in cui Kees acquista Villa Monastero arredandola secondo il proprio gusto, che appare aggiornato alle mode del tempo (si pensi alla ricca profusione di mobili ed oggetti nella Sala Nera e nella Sala Rossa). Con tale esuberanza di decorazioni, arredi ed innumerevoli oggetti ci si stupisce talvolta di come si potessero attraversare le stanze con agilità senza travolgere qualche cosa, soprattutto con gli ingombranti abiti ottocenteschi; sembra che l'unico modo per evitare tale inconveniente fosse quello di raccogliere e distribuire in piccoli gruppi i vari mobili e gli oggetti all'interno delle stanze. L'arredo della sala ad inizio secolo era completato da due dipinti raffiguranti una Marina ed una veduta di Venezia; inoltre vi erano anfore in maiolica ed un piatto era appeso al muro, secondo la moda di decorare con porcellane le pareti, diffusa negli anni Settanta dell'800. Attualmente sono qui collocate due stampe ottocentesche, mentre una specchiera con cornice di legno dorato di fine '800 è posta nella parete di fronte. ![]() ![]() |











